
NOTIZIE SULL'AUTRICE
Nicoletta Manetti si dedica oggi alla scrittura, dopo aver svolto per ventisette anni la professione di avvocato. Oltre a pubblicazioni in antologie (come La scia nera a cura di Marco Vichi per TEA), ha curato l’antologia Le sconfinate - da Antigone ad Amy Winehouse (Carmignani, 2022) e Le immaginate (Il Foglio Letterario, 2023). Ha pubblicato articoli in varie riviste, tra cui “L’Area di Broca” a cura di Mariella Bettarini, la rivista on-line "La rechérche", "Toscana Nuova", "Il Salotto" e l'"Antologia Vieusseux". Per Angelo Pontecorboli Editore: Anja e Dostoevskij a Firenze nel 2022, D.H. Lawrence e Frieda a Firenze - L’amante di Lady Chatterley nel 2023 e Gertrude Stein e Alice B. Toklas a Firenze nel 2024; Mamma Ada, biografia di Ada Cullino Marcori, nel 2024. Il romanzo storico Io, Beatrice Cenci - una ragazza romana (2024) è tra i vincitori del Premio Città di Firenze. Nel 2025 ha pubblicato il romanzo storico Grifoni d’Europa, insieme a Alessandra Oddi Baglioni, e Hans Christian Andersen a Firenze.
Il suo romanzo VICO (SoleOmbra, 2015) è stato finalista ai premi Giovane Holden 2017, Rive Gauche 2017 e Città di Arce 2020.

LIBRI DELL'AUTRICE
Editore: Pontecorboli Editore
Collana: Narrativa e storia
Anno di edizione: 2026
Pagine: 202
Descrizione
Nata a Firenze la notte dell’alluvione del 1966 e chiamata con un nome da diva del cinema, Ursula viene accolta dai genitori come “un ramo torto portato dalla piena”: non solo non è il maschio sperato, ma è anche bruttina. Cresce in un clima distratto e insensibile, nella casa per metà salone di parrucchiera della madre. Oltretutto è mancina. Le suore a scuola la correggono e le cambiano anche il nome: non Ursula, ma Orsola, come la Santa patrona fiorentina. Contornata da una bizzarra corte di parenti, Orsola si rifugia in un suo mondo solitario e fantastico, dove gli unici amici sono i libri. Quando si imbatte nella figura di Emily Dickinson, ne rimane incantata, tanto da identificarsi con lei. Le scrive lettere immaginarie, confidandole ogni vicenda talvolta tragicomica, talvolta dolorosa come quando, a seguito di un incidente che rende il padre invalido, è costretta ad abbandonare gli studi. L’incontro e il matrimonio con Antonio sembrano segnare una svolta felice. Ma, a seguito di un’oscura lite familiare, si delinea un inquietante mistero che riapre le ferite dell’infanzia. Sarà la misteriosa Signora dell'ultimo piano, che pare conoscere tutto di lei, ad accompagnarla in una vera metamorfosi.
Editore: Pontecorboli Editore
Anno di edizione: 2025
Pagine: 118
Descrizione
“Viaggiare è vivere”, diceva Hans Christian Andersen. Ipersensibile e tormentato, segnato da un’infanzia di miseria e umiliazioni, la sua immaginazione, l’ambizione e il sostegno di benefattori gli permisero di studiare e viaggiare. Il primo viaggio in Italia, nel 1833, da Genova a Roma, e a Firenze, fu fondamentale per lui che si immerse nella ricchezza artistica e paesaggistica del paese. A Firenze, il “Porcellino di bronzo” gli ispirò una fiaba, simbolo del suo legame con la città. Qui rimase incantato dalle statue degli Uffizi, di cui Heine gli aveva parlato, in particolare dalla “Venere dei Medici”, a cui dedicò i suoi versi. In Santa Croce ulteriore fonte di ispirazione furono le tombe di Michelangelo, Dante e Galileo. Tornò a Firenze nel 1834, incontrandovi Vieusseux e scultori di fama. L’Italia, con Roma e Napoli, il Vesuvio e la natura mediterranea, suscitarono in lui le emozioni profonde che costituirono fondamento del romanzo L’improvvisatore. Nonostante le incessanti critiche nel suo Paese, stava dilagando la fama per le sue fiabe, e la scrittura e i viaggi continuavano ad essere rifugio e fonte di gioia.
Editore: Pontecorboli Editore
Collana: Narrativa e storia
Anno di edizione: 2024
Pagine: 142
Descrizione
Ogni anno, la notte dell’11 settembre, sugli spalti di Castel Sant’Angelo, Beatrice Cenci torna dove fu eretto il suo patibolo, per rivivere ogni istante di quel sabato mattina dell’11 settembre del 1599, quando aveva appena ventidue anni. Il processo nei suoi confronti fu l’evento di quell’anno. Una sola fu la direzione: il vero scopo della ‘giustizia’ papale fu aggiudicarsi i beni della loro famiglia. Beatrice diventò il simbolo della ribellione: la giovane che si era fatta giustizia da sola uccidendo il padre violento con un piano farraginoso e maldestro, condannata e decapitata davanti al furore del popolo, suscitò ogni genere di sentimento: commozione, indignazione, curiosità. Chi fu davvero Beatrice Cenci? Una vittima innocente o un’assassina spietata? Una povera ragazza ribelle o una criminale? Alcuni l’hanno immaginata eroina. Non fu certo una santa. Era comunque una ragazza, una normale ragazza romana. Depredata della vita da chi l’aveva generata, diventata assassina, condannata a morte, profanata perfino nella tomba. Racconta ogni anno la sua vita, non riesce a trovare pace. Non perché abbia rimorso; rifarebbe ciò che ha fatto, tornerebbe a uccidere suo padre. Con un sonetto di Marco Vichi.
Crea il tuo sito web con Webador